Alfieri, S., Rotondi, F., Di Giorgio, A., Fumagalli, U., Salzano, A., Di Miceli, D., … & Groin Pain Trial Group. (2006). Influence of preservation versus division of ilioinguinal, iliohypogastric, and genital nerves during open mesh herniorrhaphy: prospective multicentric study of chronic pain. Annals of surgery, 243(4), 553.
Abstract
Obiettivo: Valutare se i diversi trattamenti chirurgici riservati ai nervi ilioinguinale, ilioipogastrico e al ramo genitale del nervo genitofemorale, durante la riparazione open dell’ernia con rete, siano efficaci nella riduzione del dolore cronico post-operatorio.
Contesto: L’interesse per il dolore cronico inguinale dopo l’erniorrafia è aumentato negli ultimi anni, sia per implicazioni terapeutiche che legali. Tuttavia, rimane ancora un ampio dibattito su quale trattamento riservare ai tre nervi sensoriali inguinali.
Metodi: Uno studio multicentrico prospettico, che ha coinvolto 11 istituzioni italiane, ha portato al reclutamento di 973 casi di ernioplastica. Tutti i chirurghi hanno riportato se ogni nervo fosse stato identificato e preservato o sezionato. L’endpoint principale dello studio è stata la valutazione del dolore cronico da moderato a grave a 6 mesi e 1 anno.
Risultati: Complessivamente, la presenza di dolore inguinale a 6 mesi e a 1 anno è stata rispettivamente del 9,7% e del 4,1%. Il dolore era lieve nel 7,9% e da moderato a grave nel 2,1% a 6 mesi, mentre a 1 anno era lieve nel 3,6% e da moderato a grave nello 0,5%. L’analisi univariata e multivariata ha mostrato che la mancata identificazione dei nervi è significativamente correlata alla presenza di dolore cronico, con un rischio crescente di sviluppare dolore inguinale proporzionale al numero di nervi non individuati. Allo stesso modo, la sezione dei nervi era chiaramente correlata alla presenza di dolore cronico.
Conclusioni: I risultati indicano che l’identificazione e la preservazione dei nervi durante la riparazione open dell’ernia inguinale riducono il dolore cronico invalidante all’inguine e che, nella maggior parte dei pazienti con dolore cronico a 6 mesi, il dolore a 1 anno si risolve con trattamento conservativo o medico.