Sgarbura, O., Eveno, C., Alyami, M., Bakrin, N., Guiral, D. C., Ceelen, W., … & Hübner, M. (2022). Consensus statement for treatment protocols in pressurized intraperitoneal aerosol chemotherapy (PIPAC). Pleura and Peritoneum.
Obiettivi
L’implementazione sicura e la valutazione approfondita di nuovi trattamenti richiedono il monitoraggio prospettico dei dati e la standardizzazione delle terapie. La chemioterapia intraperitoneale aerosolizzata pressurizzata (PIPAC) rappresenta un’alternativa promettente per il trattamento dei pazienti con malattia peritoneale, con un numero crescente di schemi farmacologici proposti. Lo scopo dello studio era raggiungere un consenso tra esperti sui protocolli attuali di trattamento PIPAC e definire gli argomenti di ricerca più importanti.
Metodi
Il panel di esperti comprendeva i centri PIPAC più attivi, gli organizzatori dei corsi PIPAC e i principali ricercatori di studi prospettici su PIPAC. Una revisione completa della letteratura ha costituito la base per una riunione ibrida di consenso di due giorni, accompagnata da un processo Delphi modificato in tre fasi. La soglia per il consenso è stata fissata al 70% per voti positivi o negativi combinati (forti e deboli), secondo il metodo GRADE. Le domande di ricerca sono state prioritarizzate da 0 a 10 (10 massimo).
Risultati
Venti esperti su 26 invitati hanno completato l’intero processo di consenso. Il consenso è stato raggiunto su 10/10 domande finali. La combinazione di doxorubicina (2,1 mg/m²) e cisplatino (10,5 mg/m²) è stata approvata da 20/22 esperti (90,9%). Sedici su 22 (72,7%) hanno supportato l’uso di oxaliplatino a 120 mg/m², con possibile riduzione a 90 mg/m² per pazienti fragili, e il 77,2% ha suggerito la PIPAC-Ox in combinazione con 5-FU. Mitomicina-C e Nab-paclitaxel sono stati preferiti come regimi alternativi. Le domande di ricerca più importanti riguardavano le condizioni di esecuzione della PIPAC (n=3), i regimi standard (n=4) e alternativi (n=5), e l’efficacia del trattamento PIPAC (n=2); 8 su 14 sono state valutate con priorità ≥ 8/10.
Conclusioni
L’attuale consenso dovrebbe contribuire a limitare l’eterogeneità nei protocolli di trattamento, sottolineando al contempo l’importanza cruciale di ulteriori ricerche.