Vizzielli, G., Giudice, M.T., Nardelli, F. et al. Pressurized IntraPeritoneal Aerosol Chemotherapy (PIPAC) Applied to Platinum-Resistant Recurrence of Ovarian Tumor: A Single-Institution Experience (ID: PARROT Trial). Ann Surg Oncol 31, 1207–1216 (2024).
Introduzione
L’obiettivo di questo studio era valutare l’efficacia terapeutica e la sicurezza della Chemioterapia Aerosolizzata Intraperitoneale Pressurizzata (PIPAC) nella recidiva di tumore ovarico resistente al platino e nella carcinomatosi peritoneale; un obiettivo secondario era valutare eventuali cambiamenti nella qualità della vita stimati tramite i questionari EORTC QLQ-30 e QLQ-OV28.
Metodi
In questo studio monocentrico, a braccio singolo, di fase II, le pazienti sono state reclutate prospetticamente e ogni 28–42 giorni hanno eseguito cicli di PIPAC con doxorubicina 2,1 mg/m² seguita da cisplatino 10,5 mg/m², somministrati tramite laparoscopia sequenziale.
Risultati
In totale, da gennaio 2016 a gennaio 2020, sono state effettuate 98 procedure PIPAC su 43 donne; tre procedure sono state interrotte a causa di estese aderenze intra-addominali. Il tasso di beneficio clinico (CBR) è stato raggiunto nell’82% delle pazienti. Diciotto donne (45%) hanno completato tre cicli di PIPAC, mentre 13 (32,5%) e 9 (22,5%) hanno eseguito rispettivamente uno e due cicli. Durante due procedure PIPAC si sono verificati casi di perforazione intestinale intraoperatoria. Non si sono registrati decessi correlati al trattamento. Diciannove pazienti non hanno mostrato risposta secondo la Peritoneal Regression Grading Score (PRGS), mentre 8 pazienti hanno mostrato una risposta lieve secondo la PRGS. Il tempo mediano dalla recidiva di tumore ovarico alla progressione di malattia è stato di 12 mesi (intervallo di confidenza 95% [IC] 6,483–17,517), mentre la sopravvivenza globale mediana è stata di 27 mesi (IC 95% 20,337–33,663). I punteggi dei questionari EORTC QLQ-28 e QLQ-30 non sono peggiorati durante la terapia.
Conclusioni
La PIPAC sembra un approccio fattibile per il trattamento di questo sottogruppo di pazienti, senza impatto negativo sulla qualità della vita. Poiché lo studio ha avuto un campione ridotto e un design monocentrico, sono necessarie ulteriori ricerche future, ad esempio valutando la sua applicazione in associazione con la chemioterapia sistemica.