Di Giorgio, A., Sgarbura, O., Rotolo, S., Schena, C. A., Bagalà, C., Inzani, F., … & Pacelli, F. (2020). Pressurized intraperitoneal aerosol chemotherapy with cisplatin and doxorubicin or oxaliplatin for peritoneal metastasis from pancreatic adenocarcinoma and cholangiocarcinoma. Therapeutic Advances in Medical Oncology, 12, 1758835920940887.
Abstract
Contesto:
La chemioterapia sistemica per l’adenocarcinoma pancreatico (PDAC) e il colangiocarcinoma (CC) con metastasi peritoneali (PM) presenta numerosi limiti farmacologici e una bassa efficacia clinica. La chemioterapia intraperitoneale aerosolizzata pressurizzata (PIPAC) mira a massimizzare l’esposizione dei noduli peritoneali agli agenti antiblastici. Questo studio ha l’obiettivo di valutare la sicurezza e l’efficacia della PIPAC per le PM di origine PDAC e CC.
Metodi:
Si tratta di un’analisi retrospettiva di casi consecutivi di PDAC e CC con PM trattati con PIPAC presso due centri di riferimento europei per le malattie peritoneali. Da agosto 2016 a maggio 2019 sono stati registrati prospetticamente dati demografici, clinici, chirurgici e oncologici. È stata eseguita una valutazione di fattibilità e sicurezza, oltre a un’analisi dell’efficacia basata sulla regressione clinica e patologica.
Risultati:
Venti pazienti con PM da PDAC (14) e CC (6) hanno ricevuto 45 somministrazioni di PIPAC. Cisplatino-doxorubicina o oxaliplatino sono stati somministrati rispettivamente a otto e dodici pazienti. Si è verificata una complicanza intraoperatoria (perforazione dell’intestino tenue) e 18 eventi avversi postoperatori di grado 1-2 secondo i criteri CTCAE versione 4.0. È stata registrata una regressione patologica nel 50% dei pazienti (62% nel gruppo cisplatino-doxorubicina e 42% nel gruppo oxaliplatino). La sopravvivenza mediana dalla prima PIPAC è stata di 9,7 mesi per i pazienti con PDAC e 10,9 mesi per quelli con CC.
Conclusioni:
La PIPAC è risultata fattibile e sicura, senza significativi problemi di tossicità, sia con cisplatino-doxorubicina che con oxaliplatino. La risposta patologica osservata supporta l’attività antitumorale della procedura. Nonostante i limiti dello studio, questi risultati sono incoraggianti e suggeriscono di considerare la PIPAC in studi prospettici controllati, sia in ambito palliativo che come trattamento di prima linea per le PM da PDAC e CC.