GIORNALE DI SICILIA
Dir. Resp. Antonio Ardizzone
07/06/2022
Pancreas
Al Gemelli Giglio di Cefalù primo trattamento PIPAC
Primo trattamento PIPAC al Gemelli Giglio di Cefalù, nel Palermitano, per la riduzione della carcinosi peritoneale tramite insufflazione, sotto forma di aerosol, di farmaci chemioterapici nella cavità addominale.
La procedura è stata eseguita da Andrea Di Giorgio, responsabile dei trattamenti integrati della carcinosi peritoneale del Policlinico Gemelli di Roma, e da Calogero Ricotta, responsabile dei centri epatobiliopancreatici del Gemelli Giglio di Cefalù.
Il paziente, un uomo cinquantenne, in buone condizioni generali, è affetto da neoplasia pancreatica con metastasi peritoneali.
“Il tumore pancreatico – spiega Andrea Di Giorgio – è una neoplasia molto aggressiva che nella gran parte dei casi è già diffuso localmente o metastatizzato ad altri organi al momento della diagnosi. Pertanto, solo un 25% dei pazienti con tumore pancreatico è candidabile ad intervento chirurgico con intento curativo. La presenza di metastasi peritoneali controindica – ha aggiunto Di Giorgio – l’intervento chirurgico radicale ed indirizza il paziente alla chemioterapia sistemica palliativa, con una sopravvivenza mediana documentata di circa 6-11 mesi ed effetti tossici collaterali indesiderati”.
“La PIPAC (Pressurized Intraperitoneal Aerosol Chemotherapy) si propone, invece – aggiunge lo specialista – di rallentare la progressione peritoneale di malattia, indurre una regressione dei noduli peritoneali ed, in combinazione con la chemioterapia sistemica, di aumentare la sopravvivenza di questi pazienti”.
La PIPAC viene eseguita in anestesia generale, durante una laparoscopia. Il farmaco viene iniettato in addome tramite una pipetta nebulizzante sotto forma di goccioline microscopiche (aerosol). La somministrazione dura pochi minuti e il farmaco viene lasciato agire in sospensione nell’addome disteso per trenta minuti. La degenza ospedaliera post-procedura è in media di 1-2 giorni.
“La PIPAC – afferma Di Giorgio – è una metodica di recente introduzione ed è considerata un trattamento sperimentale, seppur i dati preliminari disponibili siano incoraggianti in termini di aumento della sopravvivenza. L’efficacia antitumorale è invece ben documentata dal punto di vista istologico, essendo state riscontrate significative regressioni tumorali”.